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I principi dell’Antimetodo: il ragionamento fondato sui bias cognitivi

Come si struttura il ragionamento fondato sui bias cognitivi? Negli articoli precedenti di questa sessione abbiamo illustrato i principali bias cognitivi che inducono il cervello ad elaborare schemi e correlazioni fuorvianti. Sulla base di essi sarà ora possibile ricavare i principi dell’Antimetodo. Illustreremo come funziona il ragionamento fondato sui bias cognitvi, ossia la struttura argomentativa e la procedura metodologica su cui si…

Effetto Band Wagon: credere alle cose perché ci credono gli altri

Le dinamiche di alcune distorsioni cognitive come il bias di conferma e del congelamento non operano solo a livello di convinzioni personali; esse agiscono anche nelle dinamiche collettive come effetto band wagon. In questo senso, spesso ci ritroviamo a credere alle cose perché ci credono gli altri senza alcuna altra ragione specifica. Perché tendiamo a usare l’effetto band wagon? L’ insieme degli…

Creare correlazioni inesistenti: Apofenia

Una distorsione cognitiva con la quale abbiamo a che fare tutti i giorni è l’apofenia, ossia quel bias che ci porta a creare correlazioni inesistenti. Con il termine “apofenia” (dal greco apo, cioè “via da” e phainein, “mostrare, far vedere”, anche se la seconda parte del termine potrebbe essere phren, “mente”) si intende infatti la percezione spontanea di connessioni significative tra fenomeni che non…

Rendere le cose semplici per riuscire a interpretarle: l’effetto semplificazione

L’effetto semplificazione non è altro che la tendenza del cervello a rendere le cose semplici per riuscire a interpretarle e si tratta di una prassi pressoché quotidiana per ognuno di noi. E’ pertanto un comunissimo bias cognitivo. Infatti, il nostro Sistema 1 agisce intuitivamente per cercare di dare risposte semplici alla realtà che lo circonda attraverso le “euristiche”. Abbiamo anche visto che,…

Il cervello cerca riferimenti ai quali ancorare le proprie stime: cos’è l’effetto ancoraggio

Una distorsione cognitiva molto diffusa ma troppo poco conosciuta è l’effetto ancoraggio, con il quale Il cervello cerca riferimenti a cui ancorare le proprie stime su ciò che deve interpretare. Per “ancoraggio” si intende la tendenza del nostro cervello, nell’esprimere giudizi sulla base di informazioni incerte o ambigue, a utilizzare dei punti di riferimento ai quali “ancorare” le proprie stime. Proprio in funzione…

Il Bias di Conferma: Perchè si Crede Solo a Ciò in cui si Vuole Credere

Una delle principali distorsioni cognitive del nostro cervello, che incide profondamente sul nostro approccio metodologico, è il bias di conferma. Come ho già specificato negli scorsi articoli, il nostro cervello primordiale rifiuta il caos ed ha anzi bisogno di appigli e certezze per districarsi nella complessa realtà che lo circonda, per poterla interpretare e prevedere. Per questo, per il cervello gli schemi…

WYSIATI: giudicare senza informazioni

La distorsione cognitiva più importante di tutte, ma sicuramente una delle meno conosciute, è il cosiddetto WYSIATI. Per capire di cosa si tratta è utile un esempio pratico. Se avete mai comprato una settimana enigmistica nella vostra vita, sicuramente conoscete il gioco “unisci i puntini”: un disegno che presenta dei punti sparsi e numerati che, unendoli con dei segmenti, creano una figura.…

Intuito e riflessione: come ragiona il nostro cervello

Una racchetta da ping pong e una pallina costano, sommate insieme, € 1,10; la racchetta costa un euro in più della pallina: quanto costa la pallina? Questa domanda è alla base della rivoluzionaria ricerca sulle capacità di giudizio degli umani, ad opera di KAHNEMAN. Secondo i suoi studi, l’essere umano è dotato di due sistemi di ragionamento (che la psicologia chiama Sistema…

Euristiche: le inferenze inconsce

Un esempio di euristica che ho trovato particolarmente affascinante attiene all’interpretazione visiva dei nostri occhi. Il nostro cervello, infatti, non si limita a prendere l’immagine così per come gli è trasferita dai nervi oculari, ma cerca di interpretarla, dandole un significato e andando, come dice GIGERENZER, “oltre l’informazione ricevuta”; per farlo, utilizza dei dati che il cervello ha già assimilato a priori…