Un interessante grafico sulla posizione di diverse categorie di persone rispetto al tema del Global Warming ci offre lo spunto per un ragionamento su surriscaldamento globale e Dunning Kruger Effect.

Si sente spesso dire che non c’è consenso scientifico sul ruolo antropico nel surriscaldamento globale, che le prove in merito sono scarne e che, anzi, ci sono evidenze scientifiche che contrastano con una simile teoria.

Oggi, però, non mi interessa analizzare le prove – l’avevo già fatto in questo articolo – ma unicamente valutare quale sia la posizione in tema di esperti e non del settore, guardando alle percentuali dei “sì” e dei “no” per formulare conclusioni interessanti.

Surriscaldamento globale: chi è pro e chi è contro?

Tutto parte dal grafico che vi riporto qui sotto, ripreso da questo articolo, che segnala le percentuali di favorevoli e contrari alla tesi del ruolo antropico sul surriscaldamento globale.

Osserviamolo insieme.

surriscaldamento globale e Dunning Kruger Effect

Come vedete, il grafico suddivide la posizione sul tema in base alle competenze: dal colore più scuro a quello più chiaro, la statistica suddivide le percentuali di favorevoli e contrari tra il pubblico generale – ossia la gente comune -, gli scienziati non esperti in climatologia, i climatologi generali, i ricercatori che hanno all’attivo delle pubblicazioni su tutti i temi, i ricercatori generici che hanno pubblicazioni specifiche sul tema del clima e, infine, i climatologi che hanno pubblicazioni attive sul tema del surriscaldamento globale.

Come è chiaro, il grafico mostra un innalzamento dei favorevoli al ruolo antropico sul surriscaldamento globale man mano che la categoria considerata è più specificamente esperta sul tema.

Infatti, tra il pubblico generale i favorevoli sono quasi il 60%, mentre i contrari il 40%; tra i climatologi, però, la percentuale varia, contando quasi il 90% tra i favorevoli e meno del 10% tra i contrari. All’ultimo stadio, se consideriamo solo i ricercatori esperti di climatologia che hanno all’attivo pubblicazioni sul tema del surriscaldamento globale – quindi i massimi esperti della materia con più esperienza di tutti – la percentuale di favorevoli schizza quasi al 100%.

Cosa ci dimostra questo grafico?

Semplicemente che, più la categoria considerata è esperta nel settore, meno dubbi si palesano sulla tesi ritenuta ufficiale. Per questo, quando si afferma che sul ruolo antropico sul surriscaldamento globale non c’è consenso unanime, lo si fa considerando l’opinione di gente non addentro la materia, mentre se considerassimo solo gli esperti effettivi, si vedrebbe come questi dubbi non sussisterebbero affatto.

Surriscaldamento globale e Dunning Kruger Effect

Ma allora perchè meno esperti sono i soggetti considerati, più la percentuale di favorevoli si abbassa? Per via del Dunning Kruger Effect.

Meno cose so di una materia, meno so di non saperne; pertanto, nel tentativo di prendere una posizione ed esprimere un giudizio su una questione di cui so poco o nulla, mi affiderò ai soli dati che possiedo (WYSIATI), userò gli stessi come parametro per interpretare gli altri (Ancoraggio), creerò correlazioni spurie ed invalide sul piano logico-scientifico (Apofenia) proprio perché non dispongo delle competenze sufficienti per sviscerare davvero a fondo il problema e considerare i giusti elementi per poter esprimere un giudizio corretto.

Se non ho competenze, non so leggere gli studi scientifici, non ho esperienza sul campo, non conosco i principi sulla base dei quali vanno condotte le analisi e le verifiche, non so distinguere una fonte affidabile da una non, non sono in grado di comprendere che le mie deduzioni sono fallaci perchè mancano di numerosi elementi che non sto considerando perché sono a me sconosciuti, se non addirittura incomprensibili.

E infatti, più i soggetti considerati sono incompetenti in materia, più il numero di persone che mettono in dubbio l’evidenza scientifica aumenta, perché i bias cognitivi e in particolare il Dunning Kruger Effect tendono a prevalere nella valutazione e a sopperire alla carenza di competenze nel campo.

Passiamo infatti dal popolo puro e semplice, che quasi per la metà non concorda con la tesi ufficiale, che si basa su affermazioni del tutto errate e infantili, come la circostanza che “ad agosto ha fatto pioggia quindi il surriscaldamento globale non esiste“; arriviamo poi agli studiosi di materie scientifiche, che hanno qualche rudimento in più ma contemporaneamente ignorano alcuni elementi specifici che li possono portare a credere ad alcuni studi negazionisti e non ad altri, ritenendoli validi in base ad un approccio solo superficiale; fino ad arrivare alla cerchia di persone davvero esperte della materia, che conoscendo al meglio certe dinamiche e certi principi, ed avendo maturato un’esperienza diretta sul campo attraverso studi, analisi ed esperimenti condotti in prima persona, non mostrano alcun dubbio sulla validità di quelle conclusioni.

Insomma: se a dubitare della tesi ufficiale sono soggetti che non sanno nulla della materia, il loro dubbio non ha alcuna valenza per la scienza, e lo dimostra proprio il fatto che, aumentando la competenza, aumenta anche la percentuale di chi quei dubbi non li ha.

Ergo, di fatto sul ruolo antropico nel surriscaldamento globale non esiste alcun dubbio, e tutti i dubbi sollevati derivano semplicemente dalla correlazione tra surriscaldamento globale e Dunning Kruger Effect.

Surriscaldamento globale e complottismo

Chiudo con una considerazione di carattere logico. Ci sarà sicuramente il solito complottista che obietterà ai miei ragionamenti, sostenendo che gli esperti del settore sono in realtà stati traviati per sostenere la tesi ufficiale, mentre la gente comune, che non è traviata dai poteri forti, è in grado di comprendere la verità senza condizionamenti.

Allora. In sostanza quello che sostenete è che i poteri forti avrebbero alterato tutti i dati per indurre i climatologi ad una conclusione falsa.

Questa alterazione è talmente sofisticata che nessuno degli esperti in materia riesce a svelarla; nonostante anni di studi, esperimenti, verifiche e analisi incrociate, nessun esperto in climatologia in tutti questi decenni è riuscito a scoprire il traviamento dei dati o accorgersi dell’evidente errore di valutazione dei dati.

Allo stesso tempo, però, qualunque internauta, anche con la terza media, scopre l’errore e il complotto facendo una semplice ricerca su Google.

Siete sicuri che questa ricostruzione abbia un minimo di senso?

P.T.